domenica 25 aprile 2004

trovato sul blog di ...

trovato sul blog di "ilgiuncomormorante:


Agape e Eros... (troppo inflazionato l'uso del vero amore...)
Un discorso sull'amore è insieme necessario e pericoloso. Necessario, perché ogni azione buona della vita, dalla più elementare o semplice alla più complicata o elevata - ogni azione, quando realizza il suo fine -, ha un fondamento e una radice, che è appunto quell'amore, senza il quale nulla di valido e duraturo può essere intrapreso. Ecco perché, come osserva san Tommaso d'Aquino, la parola amor ha una vastissima gamma di significati: essa designa tanto il senso quanto l'intelletto, tanto il naturale quanto il soprannaturale. Scrive l'Angelico: «Il primo atto della volontà è l'amore» (primus motus voluntatìs est amor)1. Ma parlare dell'amore è anche pericoloso. Proprio l'universalità dell'amore è alla base della banalizzazione e profanazione cui, nel nostro momento storico, è soggetta questa meravigliosa parola. Essa viene per lo più usata non già per indicare la presenza dell'amore come forza spirituale cosmica, che sostiene e cementa tutto quanto esiste, spirituale o materiale che sia; ma viene deturpata e avvilita per esprimere ciò che gli uomini di una civiltà decaduta unicamente possono intendere: mera sessualità, soprattutto nelle sue forme degradate e sterili, scandalistiche e consumistiche. In tal modo la parola «amore» viene a indicare qualcosa, che con l'amore ha poco o niente a che fare. Essa diviene sinonimo della parola sesso, nel senso di attività ludica e libertaria, sganciata da ogni ordine morale. Le lingue classiche, greca e latina, non hanno neppure una parola per indicare ciò che oggi si intende per «sesso», se non quelle che lo qualificano come genere maschile o femminile. Il latino ha molti termini per indicare l'amore (amor, pietas, caritas, dilectio, affectio, studium), ma nessuno per indicare l'attività sessuale. Oggi il sesso si è preso la rivincita: ha invaso e sottomesso l'amore, di modo che, di solito, non è più l'amore che si esprime nella sessualità, ma il sesso che dovrebbe produrre l'amore. Con l'evidente conseguenza che il sesso non solo uccide l'amore, ma suicida anche se stesso, tanto che la nostra società è, insieme, fortemente erotizzata e ancor più fortemente desessualizzata. Ecco perché non è male parlare ancora dell'amore, dato che non è mai dell'amore, in genere, che si parla, quando oggi si parla di «amore». (ma li leggi i messaggi splinderiani?)


unaffittuario (http://sisterdot.splinder.it) alle 14:13 del 22 aprile, 2004


giovedì 8 aprile 2004

http://ilgiuncomormo...

http://ilgiuncomormorante.splinder.it/ : andate al suo blog e leggerete cose belle. Per esempio:

“In un racconto di Nina Berberova, "Il giunco mormorante", si parla di una "no man's land", come del luogo privato e segreto di ciascuno, inconoscibile all'altro, ma in cui solo può avvenire l'incontro di due soggetti in amore. E' un luogo non rintracciabile nelle topologie dei rapporti istituzionalizzati e codificati segnati dal dovere, è un luogo che si nutre di un tempo in cui viene sospesa ogni rigida concatenazione causale di eventi, di un tempo del desiderio che si muove tra l'intensità deflagrante dell'attimo e l'attesa infinita. Dice Berberova: «Ognuno di noi ha la propria no man's land, in cui è totale padrone di se stesso. C'è una vita a tutti visibile, e c'è n'è un'altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla.[..] L'Inquisizione oppure lo Stato totalitario, si a detto per inciso, non possono assolutamente tollerare questa seconda vita che sfugge a qualunque tipo di controllo, e sanno quello che fanno quando organizzano la vita dell'uomo impedendogli ogni solitudine.[...] In questa no man's land, dove l'uomo vive nella libertà e nel mistero, possono accadere strane cose, si possono incontrare altri esseri simili, [...] oppure nel silenzio e nella solitudine può nascere il pensiero che in seguito ti cambierà la vita, che porterà alla rovina o alla salvezza»”

sabato 3 aprile 2004

ecco finalmente l'au...

ecco finalmente l'autrice di quanto ho postato qui sotto: http://pisquania.splinder.it/

martedì 30 marzo 2004

Per nessuno e per tu...

Per nessuno e per tutti. Per chi deve ancora arrivare se mai arriverà.
Perché oggi nessuno mi chieda come sto perché non lo voglio sapere. Perché se 40 ore settimanali non basteranno io mi sto già attrezzando per le 48. E abolire qualche domenica mi farà provare qualche nostalgia in meno.
Perché la vita non mi sta venendo esattamente al meglio ma domani starò bene. Incazzarsi è terapeutico.
Mangiare le clips un po’ meno.



Portati con me.


Seguimi, rincorrimi e sorpassami se puoi.


Ma non provare a fermarmi.


Ti farò vedere quello in cui tu non vuoi credere,


perché ti stanchi solo a pensarlo.
Ti farò sentire con lo sguardo quello che non riesco a dire,


perché lo sai, lassù è un’emozione muta.


Arriveremo dove le onde saranno di neve,


dove il mare ha lasciato il suo segno


nella memoria della storia.


Ti darò la mia mano se tu non ce la farai,


aspetterò il tuo passo incerto


farsi strada sui sentieri dell'anima.


Portati via di lì, portati da me.


Mi farò sudare, proverò a scappare, mi farai giocare.


Legami delle tue mani,


ma non legarmi a te.


E io non scapperò. http://quellachenonsei.splinder.it/

30/03/2004






lunedì 15 marzo 2004

Un altro blogger: ...


Un altro blogger:



“(…)ho insegnato per anni in scuole serali frequentate da studenti lavoratori pentiti di aver asciato la scuola.”


(…)


“fa sorridere anche a me l’idea di aver studiato per uscire dalla bronx (povertà), visto il punto d’arrivo (presente lo stipendio da insegnante?)


io ho fatto il liceo scientifico – grazie ad un borsa di studio – perché sognavo di diventare ingegnere, guidare una spider rossa e sposare una ragazza bionda. poi mi ho incontrato l’amore per la letteratura e i preraffaelliti. così faccio il profio di lettere, ho una utilitaria grigia ed ho sposato una ragazza bruna. c’est la vie. » 


 


http://agaetis55.splinder.it/

Dal blog di Garrik: ...

Dal blog di Garrik:


 


Consapevole di far parte dell' universo, e del fatto che domani un altro viaggio mi aspetta, sempre lo stesso,e sempre diverso.


 


E ANCORA GARRIK:


E poi e poi, gente viene qui e ti dice, di sapere già ogni legge delle cose.


E tutti, sai, vantano un orgoglio cieco di verità fatte di formule vuote.


E tutti, sai, ti san dire come fare, quali leggi rispettare, quali regole osservare, qual' è il vero...


E poi e poi, tutti chiusi in tante celle, fanno a chi parla più forte per non dir che stelle e morte fan paura.


Tratto dalla canzone di Francesco Guccini " La bambina portoghese "


Grazie Garrik


 

domenica 14 marzo 2004

PACE Anch...

PACE

 


Anche in questo secolo

come ai tempi degli schiavi,

le legge del più forte!

Nuvole di morte

requiem per il cielo

affollato da microbi maligni .

Sempre la stessa corrida

dove il toro

è inevitabilmente

il provero Cristo ,

uomo della strada ,

messo in croce

con i chiodi della violenza .

All'orizzonte

scheletri d'un'ansia di sereno

tramandata da popolo in popolo .

Esistenza che sei ? Chi sei ?

Un interrogativo la cui risposta

è sempre la stessa tragedia

d'un dramma dall'epilogo scontato .

Io con il mio cuore di poeta

urlo con tutte le mie forze

con incerta grafia

tralasciando l'ortografia scolastica

la grammatica accademica

che rende colto ma non certo umano

pietà per il mondo per i giovani

che crescono succhiando droga

e chiedo genuflesso : Pace ,Pace !

(Luciano Somma)


 

trovato sul blog lucianosomma. E' una sua poesia, scritta più di 20 anni fa. 

Bella anche quest'altra:


 


PUO' DARSI


 


Ed è così che si comincia


sai


un sorriso ammiccante


una parola


convenzionale forse


ma efficace


l'unione a letto


oppure sul sedile


di un'auto


a parcheggio


lungo un viale


coi vetri ricoperti


dal giornale


ci sarà un poi ?


dal dormiveglia


di passioni emerge


a volte come un battito di ali


qualcosa che ti resta

e allora è amore .