domenica 16 maggio 2004

Un amico mi ha detto che di me non lascio trasparire molto. Ne sei davvero convinto, amico mio? Io no, per nulla, e anzi continuo a parlare di me scoprendo parti mie negli altri, come sto per fare anche in questo preciso momento, o come sentiamo ogni volta che uno scrittore sta parlando, dai suoi libri, esattamente CON NOI (ultimamente con me c'è  Amos Oz, mica poco sapete;)?..)


Il mio regalo ai blogger di passaggio questa sera è un furto effettuato in casa di Brian, parla di quasi tutti noi, noi blogger.


SCRIVO (http://ancoraungiro.splinder.it/1069286227#934171)


A volte scrivo. Lascio che ciò che mi scorre nelle vene venga vomitato sul foglio bianco vergine. Sporcato dai miei pensieri. Stuprato dalle mie parole. Scrivo cazzate, disordinate ed incoerenti, ma comunque mie. E ne godo. Come una madre dopo il parto. Sudato ma felice. Orgoglioso. Quello che era un pezzo di carta come tanti diviene custode di quel che sono, veicolo delle mie emozioni, testimone del mio stato. Unico. Irripetibile. Chi legge mi legge. Tu che scorri lo sguardo su queste righe ti appropri di una parte di me. Mi giudichi, mi strizzi, mi comprendi o mi biasimi ma ti porti via qualcosa di me. Una parte di me stasera verrà sotto le lenzuola con te. Camminerà con te domani. Magari per breve tempo, ma ci sarà. Tornerà a galla. Si farà risentire. Sicuramente non ne sono più l'unico proprietario. Niente è più solo mio dopo che l'ho scritto. Ma questo non mi fa paura. Mi sprona. Senza freni. Senza limiti. La mia mano stringe la penna. Il mio cuore stringe le meningi e ne spreme fino all'ultima emozione. Fino all'ultima goccia di vita. Ho milioni di fogli bianchi da sporcare.

trovato sul blog di  http://alberts82.splinder.it/


Ashleigh Brilliant: Stare al mondo può essere caro, ma c'è incluso nel prezzo un viaggio attorno al sole gratis ogni anno.


sabato 15 maggio 2004

http://sofia.splinder.it/ : Herb Simon ("padre" dell'intelligenza artificiale e Nobel per l'economia nel 1983) ha scritto nella sua autobiografia che smise di leggere i giornali quando era ancora relativamente giovane. Si risparmiava molto tempo e si teneva sgombro il cervello da cose inutili. Cose di cui non è serio occuparsi.(…)


PS. Simon era un genio; noi che non lo siamo non riusciamo a non leggere i giornali.

Riferimenti

Simon, Herbert A. (1991), Models of my Life, Basic Books, traduzione italiana: Modelli per la mia vita, Rizzoli, Milano.


 




TROVATO DA http://usermax.splinder.it/ (chissà quanti di noi potrebbero condividere l’immagine così com’è descritta)


“Mi perdo nei blog e nei commenti, ultimamente. Seduto davanti al mio pc passo del tempo a tracciare itinerari immobili in un universo di voci che si intrecciano e si sovrappongono, a seguire le tracce di parole che si accostano, si toccano, si scostano e ritornano. Trovo traiettorie di mani che volteggiano su tastiere di emozioni, a volte leggere e impalpabili, a volte bilanciate e sicure, altre volte pesanti e dense, liquide o ariose, cadenzate, sfuggenti, veloci, ferme. Traiettorie che si ripetono, che si auotoinventano, che si rinnovano e definiscono nel cammino i luoghi emotivi da cui hanno origine, come se il viaggiare attraverso le scelte e i sentimenti più diversi, i più disparati moti dell'anima altrui, avesse come maggior ricompensa la chiarificazione del luogo di partenza di ciascuno, del mio punto di partenza. Mi capita di mettere a fuoco, anche solo per attimi fugaci, immagini di me riflesse negli stagni densi o nei limpidi torrenti, nei laghi tranquilli o negli oceani più vasti che vado visitando in questi viaggi e al ritorno trovo le tracce del passaggio di altri immobili girovaghi, li immagino specchiarsi nelle pareti lucide o cercarsi nei risvolti opachi delle mie parole, proprio come me. Mi capita di imparare che tutti coloro che crediamo tappe e stazioni di sosta del nostro vagabondare, a volte credano lo stessa cosa di noi. E mi viene in mente che io, come tutti loro, sono il cammino che faccio, ma anche la strada su cui altri camminano, sono un movimento, ma anche una fermata, sono un viaggiatore, ma anche un viaggio. E proseguo.”


 



 


COMMENTI


 


 


...vero...andare da un blog ad un altro, sempre oltre...e qualche volta tornare....riconoscersi, perdersi....sorridere....commentare...stupirsi...compiacersi....mi piace il mondo dei blog, da quando sono entrata nel mondo virtuale, questo è sicuramente il posto che mi si addice di più....anche se qualche volta si fa forte e prepotente la voglia di scappare....ma ho visto che prende un pò tutti...dev'essere un effetto collaterale del virtuale, quindi adesso che lo so me ne sto buona buona aspettando che passi! Buona giornata :-)


Arabeske (http://arabeske.splinder.it) alle 08:22 del 28 aprile, 2004


 


 


L'immagine del mio blog? E' un elfo... La rappresentazione più immediata di fantasia, di salto fuori dalla realtà... quella che ultimamente mi sta così stretta! E come capisco Foolsgarden! Anch'io a volte non riesco a smettere di andare qua e là per leggere i vari blog...


Mafi (http://mafi.splinder.it) alle 09:17 del 28 aprile, 2004


 


Sono entrata nel mondo dei blog da pochissimo e ne sono completamente affascinata. Appena ho un attimo mi metto qui davanti al pc e passo da un blog all'altro leggendo delle esperienze altrui, e magari cercando di commentarle. Ed è tremendamente difficile smettere a volte! Un saluto dallo spazio...


foolsgarden (http://anakina.splinder.it) alle 01:31 del 28 aprile, 2004


 


anche io se pur nato da poco mi ritrovo immobile sul mio sorriso scemo a guardar gli altri nel loro sragionare,forse è meglio così,attraversare gli altri per non lasciarsi calpestare,scusa la mia banalità!!!bellissimo blog il mio non sarà mai così!!!!


utente anonimo (http://sephiroth777.splinder.it) alle 00:42 del 30 aprile, 2004


 


 


 


 

martedì 11 maggio 2004

Trovato su : http://cicabu.splinder.it/


"... perchè  è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine o un odore o un suono che poi non te lo toglie più.


(Baricco "Castelli di rabbia")