Un amico mi ha detto che di me non lascio trasparire molto. Ne sei davvero convinto, amico mio? Io no, per nulla, e anzi continuo a parlare di me scoprendo parti mie negli altri, come sto per fare anche in questo preciso momento, o come sentiamo ogni volta che uno scrittore sta parlando, dai suoi libri, esattamente CON NOI (ultimamente con me c'è Amos Oz, mica poco sapete;)?..)
Il mio regalo ai blogger di passaggio questa sera è un furto effettuato in casa di Brian, parla di quasi tutti noi, noi blogger.
SCRIVO (http://ancoraungiro.splinder.it/1069286227#934171)
A volte scrivo. Lascio che ciò che mi scorre nelle vene venga vomitato sul foglio bianco vergine. Sporcato dai miei pensieri. Stuprato dalle mie parole. Scrivo cazzate, disordinate ed incoerenti, ma comunque mie. E ne godo. Come una madre dopo il parto. Sudato ma felice. Orgoglioso. Quello che era un pezzo di carta come tanti diviene custode di quel che sono, veicolo delle mie emozioni, testimone del mio stato. Unico. Irripetibile. Chi legge mi legge. Tu che scorri lo sguardo su queste righe ti appropri di una parte di me. Mi giudichi, mi strizzi, mi comprendi o mi biasimi ma ti porti via qualcosa di me. Una parte di me stasera verrà sotto le lenzuola con te. Camminerà con te domani. Magari per breve tempo, ma ci sarà. Tornerà a galla. Si farà risentire. Sicuramente non ne sono più l'unico proprietario. Niente è più solo mio dopo che l'ho scritto. Ma questo non mi fa paura. Mi sprona. Senza freni. Senza limiti. La mia mano stringe la penna. Il mio cuore stringe le meningi e ne spreme fino all'ultima emozione. Fino all'ultima goccia di vita. Ho milioni di fogli bianchi da sporcare.